Posted by on Mag 23, 2013 in Cosa Vedere

Hanno ospitato ospiti illustri del calibro di Angela Merkel e George Bush. In una delle sale riunioni potete sfogliare un album dalla copertina color miele e divertirvi nel riconoscere la calligrafia, nella maggior parte dei casi illeggibile, di capi di stato, consiglieri e ambasciatori che hanno varcato la soglia di questi edifici.

Di cosa stiamo parlando? Quali sono questi edifici che si ergono sulla città vecchia della nostra amata Tallinn?

Ebbene, visitaretallinn.it è entrato solo per voi nel Castello di Toompea, sede del Riigikogu, meglio conosciuto come Parlamento Estone, e nella Stenbock House, sede del Governo.

Già nel 1918, anno della prima dichiarazione d’Indipendenza, e poi dal 1991, anno della seconda e definitiva dichiarazione d’Indipendenza, il Castello di Toompea venne scelto come sede dell’unica camera parlamentare prevista, composta da 101 membri.

Dal 2000, invece, il Governo, prima ospite del Riigikogu, si è trasferito in via Kiriku, nell’edificio in puro stile classico ideato dall’architetto Johann Caspahr Mohr.

La prima tappa del nostro tour ci porta proprio qui, alla Stenbock House, a cui accediamo tramite un giardino interno. In estate, almeno una volta al mese, questo giardino ospita concerti pubblici, gratuiti, molto popolari tra il popolo estone che si riunisce volentieri in questo padiglione dall’ottima acustica.

Al primo piano, saliamo in un salone dove il capo del Governo insieme agli altri 11 ministri (di cui solo uno senza portafoglio) si riuniscono per le loro riunioni e le interviste con i giornalisti. La prima porta che varchiamo ci porta, infatti, in un salottino molto elegante dove Andrus Ansip, l’attuale Primo Ministro, e i suoi colleghi ricevono i giornalisti. Tutte le conferenze stampa vengono filmate e trasmesse online (ormai in Estonia tutto è possibile con internet!) modo che anche coloro che non possono partecipare all’incontro abbiano la possibilità di assistervi.

Una cosa interessante che ci è stata fatta notare sono i quadri appesi alle pareti: otto ritratti di leaders estoni del passato, nessuno dei quali è morto per cause naturali.  Visto il passato burrascoso dell’Estonia, prima dominata dall’impero svedese e poi da quello russo, senza dimenticare la presenza tedesca durante le guerre

mondiali, molti suoi politici hanno sacrificato la vita per le loro idee politiche.

Proseguiamo ed entriamo nella sala privata dei ministri. Alla tavola rotonda siedono 12 ministri, tra questi solo uno senza portafoglio e una sola donna. Ancora una volta è evidente la predilezione del paese estone per la tecnologia: nessun documento cartaceo, nessun foglio volante, ogni postazione è dotata di un computer, di un microfono, ci sono 4 proiettori rivolti verso le pareti bianche che il primo ministro accende all’occorrenza. Non ci sono solo ministri seduti a questo tavolo: altri due cancellieri e un “head of state control”, che però non fanno parte del Governo. Le sessioni non sono pubbliche, non vi partecipano giornalisti e si può accedervi solo tramite permessi speciali. Il calendario delle sessioni viene pubblicato il giorno prima e i vari argomenti vengono discussi sempre in poco tempo.

 Quando il Primo Ministro è assente, lo sostituisce il ministro della difesa e, se dovesse mancare anche lui, il ministro dell’ambiente. Se mancano tutti e tre, invece, spetta invece al membro più vecchio prendere le redini del Governo (in questo caso il ministro dell’educazione).

Tutti i ministri lavorano nei loro appartamenti privati e si ritrovano a palazzo solo per le riunioni. Il Primo Ministro è l’unico che vive all’interno della Stenbock House; poco più avanti,  infatti, entriamo nel suo ufficio; lì, di particolare troverete ancora la sedia da scrivania sulla quale si è seduto il Primo Ministro della storia estone Konstantin Päts: i capi del governo che lo hanno succeduto l’hanno definita scomoda ma mai nessuno se ne è voluto liberare!

Passando attraverso la Sala Verde, una piccola sala riunione, entriamo nella Sala Azzurra, adibita anch’essa agli incontri con le delegazioni, al centro della quale si trova un tavolo: l’etichetta politica vuole che a questo tavolo si sieda un numero pari di persone, solitamente il Primo Ministro su un lato, al centro, e il capo della delegazione in visita sull’altro lato, sempre al centro. Prima di uscire, non dimenticate di sfogliare il “guests book” di palazzo, dove troverete le firme del direttore dell’FBi o del primo ministro italiano, quelle dei presidenti di Svezia, Croazia, Israele e molti altri ancora!

Purtroppo, il tempo per noi è finito e la nostra visita al Parlamento si riduce ad un’occhiata furtiva alla camera, dove i parlamentari stanno discutendo una nuova legge…ovviamente non possiamo riportarvi nulla della discussione visto che era in estone!!!

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *