Posted by on Mar 21, 2013 in Cosa Vedere

Qualcosa che si deve decisamente fare, visitando l’Estonia durante la stagione invernale, è guidare sulle “ice roads”, le strade di ghiaccio. I locali usano percorrere questi tratti di mare ghiacciati per raggiungere le isole come Hiiumaa  o quella di Piirissaar al centro del lago Peipus, o ancora quelle di Muhu, Kihnu, Hiiumaa o Vormsi, viste le temperature particolarmente rigide imposte dai lunghi periodi invernali. A favorire la formazione del ghiaccio contribuisce la bassa salinità del mare: il Baltico infatti per lungo tempo è stato solo un lago.strada di ghiaccio in Estonia

Quest’anno la percorrenza delle ice roads in febbraio è stata proibita per qualche periodo, considerate le alte temperature (erano attorno agli zero gradi per diversi giorni) che mettono a rischio l’incolumità dei viaggiatori. La più famosa e lunga strada di ghiaccio è proprio quella che collega il principale porto estone di Rohukula, con l’isola di Hiiumaa.  Lo spesso strato di ghiaccio, anche superiore ai 20 centimetri, diventa un problema insormontabile per le navi, ma una grossa opportunità per gli abitanti delle isole che vogliono utilizzare le auto. Per ovvie ragioni e per questioni legate alla sicurezza ci sono delle soluzioni e restrizioni molto forti al traffico. Come ad esempio il limite assoluto di peso alle due tonnellate per tutti i veicoli; la necessaria distanza di sicurezza tra i mezzi che percorrono lo stesso senso di marcia deve essere di almeno 250 metri (per questo viene autorizzato il transito ogni tre minuti). Anche le velocità consentite variano tenendo conto delle principali caratteristiche del ghiaccio: si può transitare o sotto i 25km/h, oppure dai 40 ai 70 km/h; questo perché è stato dimostrato e studiato che la velocità dell’intervallo tra i 25km/h e i 40km/h aumenta sensibilmente il rischio di vibrazione dell’auto che creano un effetto di risonanza con il ghiaccio, rompendolo. Una regola alquanto insolita per chi si mette in viaggio su una strada di ghiaccio è quella di non agganciarsi la cintura di sicurezza ed il motivo dovrebbe anche essere abbastanza chiaro… Sicuramente infatti è maggiore il rischio che il ghiaccio si rompa e la macchina affondi piuttosto che un incidente con un’altra vettura, per questo bisogna tenersi eventualmente liberi per poter uscire dall’abitacolo repentinamente. Inoltre è severamente vietato fermarsi e sostare lungo il percorso, sia per non creare problemi ai mezzi che sopraggiungono sia per non sollecitare oltremodo la coltre di ghiaccio su cui si sta sostando. Haapsalu - Vormsi sulla strada di ghiaccioLe strade vengono aperte solamente durante il giorno, ma rimane a discrezione delle autorità competenti la possibilità di chiuderele in ogni momento e senza preavviso se le condizioni climatiche e lo spessore della “strada” dovessero cambiare.

Noi per i lettori di VisitareTallinn abbiamo voluto provare personalmente, l’ice road che dai pressi di Haapsalu porta fino all’isola di Vormsi (quarta isola estone per estensione)  eccone un breve resoconto. All’ingresso della strada un uomo seduto dentro una roulotte ci fa cenno di rispettare le distanze dalla vettura che ci precede e finalmente possiamo valicare il check point abbandonando la terra ferma. Intorno ci sono  una serie di cartelli che ci ricordano i limiti di velocità e gli obblighi da osservare. La prima impressione è decisamente adrenalinica… stiamo guidando sopra il mare ed intorno a noi c’è solamente una grande distesa di ghiaccio che, complice anche una stupenda giornata di sole, provoca un riverbero luminoso molto intenso.

Al volante la sensazione è come di stare sopra a dei binari: infatti le varie auto che ci hanno preceduto hanno creato una traccia molto profonda sul ghiaccio che di fatto ti “costringe” a rimanere sul tracciato. Dopo circa 5 km incrociamo anche due temerari ciclisti che stanno percorrendo l’ice road in senso inverso. Fuori la temperatura è intorno ai -4 (nemmeno particolarmente freddo tenuto conto di dove siamo). In circa 15 minuti terminiamo l’attraversata scorgendo prima il profilo dell’isola di Vormsi e poi le prime casette che ci accolgono svoltando a sinistra e tornando a sentire terra sotto i nostri pneumatici.

 

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