Posted by on Gen 8, 2013 in Cosa Fare

Biscotti allo zenzero

Biscotti allo zenzero

Ovviamente al giorno d’oggi, queste antiche usanze sono andate perdute anche se

l’idea di riunire la famiglia per banchettare la sera di Natale è rimasta molto viva tanto che, ancora adesso, è molto difficile trovare un ristorante aperto la sera della vigilia di Natale (i turisti sono avvisati). Ma quali sono i piatti più popolari per festeggiare la festività Natalizia?

Uno è decisamente il Verivorst che sono delle salsicce fatte con sangue di maiale 

mescolate a farina grossa d’avena. E’ un piatto che in qualche maniera affonda le sue radici nei tempi antichi quando il popolo nordico dei Norreni era solito sacrificare un maiale al dio Freyer durante il solstizio d’inverno. L’altro invece è dedicato a tutti gli amanti dei dolci e si chiama “piparkoogid” che tradotto letteralmente significa dolcettidi pepe. In realtà si tratta di biscotti al Pan di Zenzero: la ricetta prevede di utilizzare miele, zucchero di canna, cannella, cardamomo, chiodi di garofano, pepe nero, mandorle, burro, uova e ovviamente farina. Spesso questi biscotti vengono anche usati per decorare l’albero natalizio.

Salsiccia di sangue

Salsiccia di sangue

Durante gli anni di occupazione Sovietica 1945-1991 il Natale venne cancellato dalle feste pubbliche e ufficialmente non era tollerato nemmeno l’allestimento dell’albero natalizio in famiglia tanto che ne era mal vista anche la vendita in luoghi pubblici. Persino la figura di Babbo Natale venne sostituita da “дед мороз” che significa “Papà Freddo” e che era rappresentato da un vecchio vestito con un lungo cappotto blu.

Infine una curiosità linguistica.

Nella lingua estone per indicare “Natale” si usa la parola: “Jõulud” che deriva dalle antiche lingue del ceppo germanico. Più precisamente deriva da “yule” che a sua volta prende l’etimologia dal norreno Hjól che significa “ruota” ma anche solstizio d’Inverno visto che per le popolazioni pagane era il ciclo delle stagioni a rappresentare anche il ciclo della vita. E proprio con il solstizio d’inverno terminavano le giornate buie e le tenebre erano sconfitte per lasciare spazio alla nuova luce e quindi alla nuova vita. La particolarità di questa parola sta appunto nel fatto che l’estone è una delle poche lingue europee che ha mantenuto questo significato nella parola stessa senza subire l’influsso della terminologia cristiana che fa derivare il Natale dal latino “natalis” che significa “relativo alla nascita” e deriva appunto dal verbo nasci, ovvero “nascere”.

Tradizioni natalizie fra antico e presente – prima parte

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